Dal 18/11/2026 al 19/11/2026
ore 20:30
Teatro della Tosse
Solitudini al bar è un progetto teatrale di Lydia Giordano, attrice e drammaturga, sul tema della solitudine, trasformata in un’esperienza condivisa; un progetto in divenire, replicato e replicabile in diverse città e contesti.
Nato per una attrice sola, è diventato oggi un laboratorio di drammaturgia aperto a diversi partecipanti e prevede momenti di restituzione pubblica.
Ogni edizione contribuisce alla creazione di una “galleria di solitudini”, una raccolta di monologhi e personaggi che arrivano al bancone da luoghi, età, storie e geografie differenti.
La solitudine non viene indagata soltanto nella sua dimensione dolorosa o mancante, ma anche come territorio complesso e fertile, attraversabile da molteplici possibilità narrative e poetiche.
Un tema urgente, spesso taciuto, raccontato in tanti modi quante sono le voci che lo abitano: surreale, politico, poetico, retorico, clownesco, cantato.
A Genova il progetto andrà in scena in due serate aperte al pubblico, con la collaborazione di Fondazione Edoardo Garrone per la parte laboratoriale, per poi continuare in giro per l’Italia a raccogliere, creare e tracciare un firmamento di testi che partano da una percezione reale condivisa per diventare una creazione artistica personale.
Un bancone da bar sospeso nel buio, appena illuminato.
Una dopo l’altra, entrano figure femminili che, al bancone confessionale, raccontano una breve storia di solitudine.
L’interprete è sempre la stessa.
Ogni racconto, invece, è scritto da un’autrice o da un autore sempre diversi.
Le autrici e gli autori sono compagne e compagni di lavoro incontrati e incrociati in questi anni; persone con storie, percorsi e sensibilità differenti, capaci di portare nel progetto punti di vista diversi sul tema.
I loro nomi:
Roberta Amato, attrice e drammaturga, che porta avanti il laboratorio delle solitudini
Umberta Telfener, terapista
Barbara Giordano, attrice e drammaturga
Cettina Caliò, poetessa
Martina Chemi, stand up comedian
Lorenzo Ciambrelli, attore e autore
Stefania Coco Scalisi, autrice e security manager
Laura Sicignano, drammaturga e regista
Giorgia Boscarino, attrice e drammaturga
Leda Gheriglio, scrittrice e performer
e
Ludovica Ferrante dal laboratorio Solitudini al Bar
Ad ogni replica in scena anche uno dei testi nati durante i laboratori, per garantire che il bancone rimanga vivo e aperto ad accogliere la nostra solitudine.
A illuminare i racconti le diapositive analogiche di Valeria Cariglia, artista visiva messinese che accompagna il progetto anche nelle sue forme laboratoriali.
I suoni, i rumori dei bar e le musiche sono curati da Filo Q, compositore, ricercatore sonoro e producer genovese.
I costumi sono dell’artista siciliana Glenda Costa.
Solitudini al bar è un progetto teatrale di Lydia Giordano, attrice e drammaturga, sul tema della solitudine, trasformata in un’esperienza condivisa; un progetto in divenire, replicato e replicabile in diverse città e contesti.
Nato per una attrice sola, è diventato oggi un laboratorio di drammaturgia aperto a diversi partecipanti e prevede momenti di restituzione pubblica.
Ogni edizione contribuisce alla creazione di una “galleria di solitudini”, una raccolta di monologhi e personaggi che arrivano al bancone da luoghi, età, storie e geografie differenti.
La solitudine non viene indagata soltanto nella sua dimensione dolorosa o mancante, ma anche come territorio complesso e fertile, attraversabile da molteplici possibilità narrative e poetiche.
Un tema urgente, spesso taciuto, raccontato in tanti modi quante sono le voci che lo abitano: surreale, politico, poetico, retorico, clownesco, cantato.
A Genova il progetto andrà in scena in due serate aperte al pubblico, con la collaborazione di Fondazione Edoardo Garrone per la parte laboratoriale, per poi continuare in giro per l’Italia a raccogliere, creare e tracciare un firmamento di testi che partano da una percezione reale condivisa per diventare una creazione artistica personale.
Un bancone da bar sospeso nel buio, appena illuminato.
Una dopo l’altra, entrano figure femminili che, al bancone confessionale, raccontano una breve storia di solitudine.
L’interprete è sempre la stessa.
Ogni racconto, invece, è scritto da un’autrice o da un autore sempre diversi.
Le autrici e gli autori sono compagne e compagni di lavoro incontrati e incrociati in questi anni; persone con storie, percorsi e sensibilità differenti, capaci di portare nel progetto punti di vista diversi sul tema.
I loro nomi:
Roberta Amato, attrice e drammaturga, che porta avanti il laboratorio delle solitudini
Umberta Telfener, terapista
Barbara Giordano, attrice e drammaturga
Cettina Caliò, poetessa
Martina Chemi, stand up comedian
Lorenzo Ciambrelli, attore e autore
Stefania Coco Scalisi, autrice e security manager
Laura Sicignano, drammaturga e regista
Giorgia Boscarino, attrice e drammaturga
Leda Gheriglio, scrittrice e performer
e
Ludovica Ferrante dal laboratorio Solitudini al Bar
Ad ogni replica in scena anche uno dei testi nati durante i laboratori, per garantire che il bancone rimanga vivo e aperto ad accogliere la nostra solitudine.
A illuminare i racconti le diapositive analogiche di Valeria Cariglia, artista visiva messinese che accompagna il progetto anche nelle sue forme laboratoriali.
I suoni, i rumori dei bar e le musiche sono curati da Filo Q, compositore, ricercatore sonoro e producer genovese.
I costumi sono dell’artista siciliana Glenda Costa.
di e con Lydia Giordano
di e con Lydia Giordano