Medea killer

di Lelio Lecis (ispirato dalla Medea di Euripide)

Nell'ambito del Festival in una notte d'estate – percorsi: L'architettura della parola tra la Natura e l'Altro (SCELTE)

Una Medea, che non è più l'estroversa nipote del sole, ma l'introversa figlia della luna. Se ciò la rende vulnerabile, la sua ricerca conduce più lontano. La narrazione di Medea è schietta. Ci racconta del suo primo incontro con Jason, del suo tradimento e della traccia tragica che lasciò dietro di sé, poiché confuse la passione con l'amore. L'ultima parte del testo, scritta con la distanza necessaria data dalla terza persona, evidenzia la furia e la follia alle quali Medea non poté sfuggire. Nella messinscena di Lelio Lecis viene rafforzato questo sdoppiamento di Medea, attraverso l'utilizzo di due interpreti. Una Medea più giovane e contemporanea e l'altra più vicina alla Medea Classica che utilizza un linguaggio epico. Una Medea lunare abbandonata a sé stessa. Una Medea dei giorni nostri con l'animo pieno di luci e di suoni, quelli della sua lontana isola. La natura in cui è ambientato questa Medea è la natura della Sardegna, un’isola per antonomasia, la terra brulla circondata dal mare, che la confina e la determina. Il cuore ferito da una delusione amorosa, rievoca i momenti del suo appassionato incontro con un giovane "vestito casual", Jason, ora uomo ora dio, che cammina tenendo il Vello d'oro "piegato in due sotto il braccio". Jason è un giovane dai modi sbrigativi: la vede e la invita a seguirlo. Lei gli corre dietro. Il fratello Absirto li insegue. Medea gli taglia la gola, e la testa del fratello rotola lungo il pendio. Il costante riferimento al modello classico non può che produrre lo sdoppiamento. Così la Medea si sdoppia. Compare la Medea classica, ma la storia di Medea, era solo un pretesto per il lamento appassionato, per la solitudine tinta di nostalgia dell'altra Medea, quella che soffre e s'imbozzola nelle sue metafore lunari.

Julia Pirchl è una giovane attrice, attiva principalmente nella scena contemporanea con la compagnia Akròama per cui ha recitato in diverse produzioni come Il marinaio (da Pessoa) e Signorina Julie (da Strindberg). Ha maturato esperienza sia come interprete che in ruoli tecnici e organizzativi.

Tiziana Martucci, attrice e performer. Diplomata alla Scuola d'arte Drammatica di Cagliari. Ha integrato i suoi studi con Emma Dante, Jean Paul Denizone ed Eugenio Barba. Esordisce in teatro nel 1999 con lo spettacolo La stanza di Lelio Lecis da Musil, lavora stabilmente con Akròama da oltre vent’anni partecipando a diversi spettacoli.

con Tiziana Martucci e Julia Pirchl

costumi Marco Nateri

spazio scenico Valentina Enna

regia e messinscena Lelio Lecis - produzione Akròama

newsLetterGradient
News Letter COVER
News Letter COVER