14/03/2026
ore 18:30
Teatro dell'Ortica
Un vecchio, appena morto, scopre di essere ancora cosciente. Per sfuggire all’eterna attesa in un luogo sospeso nel nulla, si immergerà in un viaggio onirico che lo porterà a rivivere frammenti di altre sue esistenze. Attraverso monologhi e visioni surreali, affronterà il mistero della reincarnazione, sospeso tra il passato e l'attesa di una nuova vita.
Reincarnazione si nutre di riflessioni sull’esperienza dell’essere coscienti, a prescindere dal corpo che andiamo ad abitare; un viaggio onirico che esplora il ciclo di vita, morte e rinascita.
Lo spettacolo è stato costruito intrecciando improvvisazioni, riflessioni personali e suggestioni tratte da scritti e concetti di diversi autori; tra questi spicca la Thanosdelia, concetto coniato dallo psichiatra Piero Cipriano. Questo termine descrive un viaggio oltre la vita, un’esperienza che, come la psichedelia, porta alla scoperta di nuove dimensioni della coscienza oltre il confine della morte. L’interpretazione attraversa diversi piani di realtà e generi: dalla narrazione epica ai racconti più intimi, passando per momenti di leggerezza e commedia. Nonostante la grandezza dei temi trattati, lo spettacolo mantiene un equilibrio che alterna toni onirici, drammatici e ironici, offrendo al pubblico un'esperienza sfaccettata sul mistero dell’esistenza.
La regia lavora per sottrazione, affidandosi alla forza evocativa del corpo, della parola, della luce e del suono. Una scena essenziale – pochi elementi e una drammaturgia luminosa minimale – accompagna il viaggio interiore del protagonista, tra presenza e sospensione onirica.
Un vecchio, appena morto, scopre di essere ancora cosciente. Per sfuggire all’eterna attesa in un luogo sospeso nel nulla, si immergerà in un viaggio onirico che lo porterà a rivivere frammenti di altre sue esistenze. Attraverso monologhi e visioni surreali, affronterà il mistero della reincarnazione, sospeso tra il passato e l'attesa di una nuova vita.
Reincarnazione si nutre di riflessioni sull’esperienza dell’essere coscienti, a prescindere dal corpo che andiamo ad abitare; un viaggio onirico che esplora il ciclo di vita, morte e rinascita.
Lo spettacolo è stato costruito intrecciando improvvisazioni, riflessioni personali e suggestioni tratte da scritti e concetti di diversi autori; tra questi spicca la Thanosdelia, concetto coniato dallo psichiatra Piero Cipriano. Questo termine descrive un viaggio oltre la vita, un’esperienza che, come la psichedelia, porta alla scoperta di nuove dimensioni della coscienza oltre il confine della morte. L’interpretazione attraversa diversi piani di realtà e generi: dalla narrazione epica ai racconti più intimi, passando per momenti di leggerezza e commedia. Nonostante la grandezza dei temi trattati, lo spettacolo mantiene un equilibrio che alterna toni onirici, drammatici e ironici, offrendo al pubblico un'esperienza sfaccettata sul mistero dell’esistenza.
La regia lavora per sottrazione, affidandosi alla forza evocativa del corpo, della parola, della luce e del suono. Una scena essenziale – pochi elementi e una drammaturgia luminosa minimale – accompagna il viaggio interiore del protagonista, tra presenza e sospensione onirica.
di e con Antony Risi, regia Ivano La Rosa
disegno luci Walter Cesarini, costumi Michele Aurelio e Antony Risi
musiche Ares Mozzi, voce Aleksandra Szalinska, mix e mastering Riccardo Munari
produzione Teatro Sferica e Collettivo Rayuela
di e con Antony Risi, regia Ivano La Rosa
disegno luci Walter Cesarini, costumi Michele Aurelio e Antony Risi
musiche Ares Mozzi, voce Aleksandra Szalinska, mix e mastering Riccardo Munari
produzione Teatro Sferica e Collettivo Rayuela