06/03/2026
20:30
Teatro dell'Arca
Lo spettacolo si ispira alla vita dei fratelli Brusca, figure emblematiche che dagli anni ‘80 a oggi hanno scelto di intraprendere la via della collaborazione con la giustizia. Due attori sono i protagonisti in scena, portandoci nel loro percorso di evoluzione, nella crescita umana e professionale, scandagliando le sfumature del privato e del pubblico, del perdono e della colpa. Lo spettacolo si fa portavoce della Legge n. 82 del 15 marzo 1991, un atto legislativo che ha segnato una svolta nella lotta alla mafia. Non si limita a una lettura giuridica, ma ne esplora i termini con uno spirito creativo, interrogandosi sulle contraddizioni
e sugli effetti che questa legge ha avuto nel corso degli anni. L’intento non è quello di giudicare, ma di sollevare la questione in modo critico, facendo emergere il contrasto tra la giustizia che tutti chiedono e quella che spesso viene elusa. Non c’è mai un appoggio per le mafie, né una condanna aprioristica per chi ha scelto di collaborare. Lo spettacolo naviga in acque torbide, cercando di restituire la complessità di un fenomeno che ha attraversato la storia del nostro paese, senza dare risposte definitive, ma alimentando interrogativi fondamentali.
Lo spettacolo si ispira alla vita dei fratelli Brusca, figure emblematiche che dagli anni ‘80 a oggi hanno scelto di intraprendere la via della collaborazione con la giustizia. Due attori sono i protagonisti in scena, portandoci nel loro percorso di evoluzione, nella crescita umana e professionale, scandagliando le sfumature del privato e del pubblico, del perdono e della colpa. Lo spettacolo si fa portavoce della Legge n. 82 del 15 marzo 1991, un atto legislativo che ha segnato una svolta nella lotta alla mafia. Non si limita a una lettura giuridica, ma ne esplora i termini con uno spirito creativo, interrogandosi sulle contraddizioni
e sugli effetti che questa legge ha avuto nel corso degli anni. L’intento non è quello di giudicare, ma di sollevare la questione in modo critico, facendo emergere il contrasto tra la giustizia che tutti chiedono e quella che spesso viene elusa. Non c’è mai un appoggio per le mafie, né una condanna aprioristica per chi ha scelto di collaborare. Lo spettacolo naviga in acque torbide, cercando di restituire la complessità di un fenomeno che ha attraversato la storia del nostro paese, senza dare risposte definitive, ma alimentando interrogativi fondamentali.
ideato e diretto da: Carlo Geltrude
scritto da: Mario Gelardi
con: Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti
organizzazione: Le Scimmie
ideato e diretto da: Carlo Geltrude
scritto da: Mario Gelardi
con: Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti
organizzazione: Le Scimmie