Dal 21/04/2026 al 23/04/2026
mar, mer ore 20:30; giov ore 19:30
Teatro Nazionale di Genova
«Nikolàj Vasil’evic Gogol’ nasce nel 1809, la prima edizione delle sue Anime morte è datata 1842, ma l’opera sembra adattarsi perfettamente al nostro presente… Bisogna ammettere che continua a parlarci anche perché, in materia di imbroglioni, corruttela e avidità, nulla sembra essere mai cambiato», scrive il regista Peppino Mazzotta, presentando questa edizione italiana di Anime morte. «L’eroe del romanzo gogoliano è un certo Pavel Ivànovic Cicikov, funzionario pubblico. Gogol ci tiene a farci sapere che non è un uomo virtuoso. Cicikov è quindi un mascalzone. Un prototipo umano che si rigenera continuamente, in ogni tempo e modello sociale».
Affidato a un cast sontuoso, questo Anime morte ha riscosso successo al suo debutto la scorsa primavera. Così ne scrive Giulio Baffi su Repubblica: «Divertente come fosse una favola appena un po’ truce, colorata come un gioco di fantasioso design contemporaneo, ridicola per improbabilità vissuta da un gruppo di strampalati personaggi messi alla berlina per abbondanza di avida stupidità provinciale».
«Nikolàj Vasil’evic Gogol’ nasce nel 1809, la prima edizione delle sue Anime morte è datata 1842, ma l’opera sembra adattarsi perfettamente al nostro presente… Bisogna ammettere che continua a parlarci anche perché, in materia di imbroglioni, corruttela e avidità, nulla sembra essere mai cambiato», scrive il regista Peppino Mazzotta, presentando questa edizione italiana di Anime morte. «L’eroe del romanzo gogoliano è un certo Pavel Ivànovic Cicikov, funzionario pubblico. Gogol ci tiene a farci sapere che non è un uomo virtuoso. Cicikov è quindi un mascalzone. Un prototipo umano che si rigenera continuamente, in ogni tempo e modello sociale».
Affidato a un cast sontuoso, questo Anime morte ha riscosso successo al suo debutto la scorsa primavera. Così ne scrive Giulio Baffi su Repubblica: «Divertente come fosse una favola appena un po’ truce, colorata come un gioco di fantasioso design contemporaneo, ridicola per improbabilità vissuta da un gruppo di strampalati personaggi messi alla berlina per abbondanza di avida stupidità provinciale».
di Peppino Mazzotta - collaborazione alla drammaturgia Igor Esposito
regia Peppino Mazzotta
interpreti Federico Vanni, Milvia Marigliano, Gennaro Apicella, Raffaele Ausiello,
Gennaro Di Biase, Salvatore D’Onofrio, Antonio Marfella, Alfonso Postiglione, Luciano Saltarelli
di Peppino Mazzotta - collaborazione alla drammaturgia Igor Esposito
regia Peppino Mazzotta
interpreti Federico Vanni, Milvia Marigliano, Gennaro Apicella, Raffaele Ausiello,
Gennaro Di Biase, Salvatore D’Onofrio, Antonio Marfella, Alfonso Postiglione, Luciano Saltarelli