25/04/2026
Ore 20.30
La quinta praticabile Teatro Instabile
Per la prima volta in Italia, Le Rivoluzionarie debutta in prima nazionale, in una traduzione realizzata con il consenso dell’autrice. E' una commedia storica e “punk rock” di Lauren Gunderson, una delle drammaturghe viventi più rappresentate negli Stati Uniti.
L’opera immagina l’incontro tra quattro donne – tre realmente esistite – che combattono per i propri ideali durante il Regime del Terrore della Rivoluzione Francese (1793).
Mescolando fatti storici, finzione e metateatro, il testo pone domande sul ruolo dell’arte nel cambiamento sociale, sull’attivismo, sul femminismo e sulle possibilità – e i limiti – di chi vuole trasformare il mondo.
Pur affrontando un periodo segnato da violenza e tensioni politiche, la commedia mantiene un tono irriverente, brillante e a tratti surreale, culminando in un momento di forte intensità emotiva.
Sul palco si incontrano la drammaturga Olympe de Gouges, l’assassina Charlotte Corday, l’ex regina Maria Antonietta (appassionata di nastri) e la ribelle Marianne Angelle: insieme uccidono Marat, perdono la testa e provano a respingere la follia estremista che travolge Parigi nel 1793.
La pièce, sospesa tra realtà e sogno, parla di sopraffazione e tradizione, arte e attivismo, femminismo e ribellione, patriottismo e sorellanza. E di come, nonostante tutto, possiamo ancora tentare di cambiare il mondo.
È un’avventura teatrale impertinente, selvaggia, rumorosa.
È una storia vera.
O forse è pura finzione.
O un’opera teatrale su un’opera teatrale.
O un’improbabile resurrezione…
Per la prima volta in Italia, Le Rivoluzionarie debutta in prima nazionale, in una traduzione realizzata con il consenso dell’autrice. E' una commedia storica e “punk rock” di Lauren Gunderson, una delle drammaturghe viventi più rappresentate negli Stati Uniti.
L’opera immagina l’incontro tra quattro donne – tre realmente esistite – che combattono per i propri ideali durante il Regime del Terrore della Rivoluzione Francese (1793).
Mescolando fatti storici, finzione e metateatro, il testo pone domande sul ruolo dell’arte nel cambiamento sociale, sull’attivismo, sul femminismo e sulle possibilità – e i limiti – di chi vuole trasformare il mondo.
Pur affrontando un periodo segnato da violenza e tensioni politiche, la commedia mantiene un tono irriverente, brillante e a tratti surreale, culminando in un momento di forte intensità emotiva.
Sul palco si incontrano la drammaturga Olympe de Gouges, l’assassina Charlotte Corday, l’ex regina Maria Antonietta (appassionata di nastri) e la ribelle Marianne Angelle: insieme uccidono Marat, perdono la testa e provano a respingere la follia estremista che travolge Parigi nel 1793.
La pièce, sospesa tra realtà e sogno, parla di sopraffazione e tradizione, arte e attivismo, femminismo e ribellione, patriottismo e sorellanza. E di come, nonostante tutto, possiamo ancora tentare di cambiare il mondo.
È un’avventura teatrale impertinente, selvaggia, rumorosa.
È una storia vera.
O forse è pura finzione.
O un’opera teatrale su un’opera teatrale.
O un’improbabile resurrezione…
regia Paola Schiaffino
regia Paola Schiaffino