O Marotto Immaginario

Gli svalvolati

Domenica 18 ottobre alle 15:30 al Teatro Govi di Genova

O Marotto Immaginaio la versione in genovese de Il malato immaginario di Molière, porta in scena la comicità e la vitalità del dialetto ligure.

Argante, ipocondriaco ossessionato dai medici, vuole far sposare la figlia Angelica a un dottore, ma lei ama Cleante. Tra inganni, travestimenti e situazioni esilaranti, Argante scoprirà la falsità della moglie Bettin’a e il vero amore della figlia.

Molière che, come i più grandi autori di teatro, conosceva bene il palcoscenico, aggiustava, limava, correggeva, modificava le battute anche dopo diverse recite, perché sapeva - come vero uomo di teatro - che al gioco del teatro partecipa un importante e indispensabile giocatore: il pubblico.

Proprio quest’ ultimo suggerisce all’ autore attento quali sono i momenti da sottolineare e quelli da scorrere, le battute da tagliare e invece quelle da ampliare.

E così Molière lavorava sul testo e continuava a tenerlo vivo. Per questo motivo la Compagnia ha cercato nella messa in scena di questa pièce di continuare a tenere vivo il testo per tenere vivo il gioco. Già la traduzione in dialetto aiuta, perché il dialetto è la lingua dell’anima e, per questo, lingua di teatro e di poesia e può affrontare scommesse culturali molto ambiziose.

La forza teatrale del dialetto si traduce in immediatezza, travolgimento emotivo, specie parlando di comicità.

Le caratteristiche del dialetto genovese vanno proprio nella direzione della teatralità di Molière.

Da non dimenticare che la sua formazione a teatro è stata influenzata dalla Commedia dell’Arte che era sostanzialmente dialettale.

Gli attori affrontano con entusiasmo la duplice sfida di interpretare un’opera così importante e di farlo in genovese che non è da loro parlato abitualmente.

La vitalità, la freschezza del dialetto e l’utilizzo di un linguaggio semplice, diretto, popolare, danno alla commedia chiarezza ed efficacia. Sono stati effettuati dei tagli al testo: prima di tutto si sono eliminati gli intermezzi dedicati, nell’ originale, al Re e alla Corte del Re, che nulla hanno a che fare con la commedia.

Si è tolto anche il personaggio di Louison, sorella minore di Angelique. In ultimo si è intervenuti nel finale.

Molière morì nel corso di una delle prime repliche del “Malato immaginario” (si può quasi dire che morì in scena) e non aveva ancora scritto la conclusione della commedia che rimase così priva di un finale, per cui tutti coloro che la mettono in scena sono costretti ad inventarne uno.

In questa rappresentazione si è scelto di far morire in scena Molière, vero malato,

che sta recitando proprio la parte di Argante, malato immaginario.

Appuntamento domenica 18 ottobre al Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova in via P.Pastorino 23 r.

 

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