04/10/2026
ore 21
GOG Giovine Orchestra Genovese
Canti di sangue e di fate
Orazione sonora su versi di Mariella Mehr
Un progetto di Matteo Manzitti e Cleantha Ensemble
Il tema della 15° edizione del Quarto Pianeta Festival è TrasformAzioni: un concetto che abbraccia i fenomeni di cambiamento e i fattori che li determinano, ma che mette al centro soprattutto i gesti e le scelte concrete per innescarli, orientarli e affrontarli.
Nello spirito del Quarto Pianeta Festival, l’analisi del mutamento sociale si riflette nella lente dell’espressione artistica.
La multidisciplinarietà è la cifra distintiva di una manifestazione che fa dialogare creatività, teatro, musica, danza, cinema e fotografia, con l’obiettivo di vivere il cambiamento, contaminandosi e immergendosi nel flusso del suo continuo divenire.
Canti di sangue e di fate vuole essere un racconto musicale di forte impatto emotivo, poiché la vita, le parole e la poesia di Mariella Mehr meritano di essere maggiormente conosciute.
Mariella Mehr, di etnia jenische, apparteneva a un popolo nomade e marginalizzato. È nata in una Svizzera segnata dalla rigidità e dalla paura della diversità e del multiculturalismo. Nello stesso Paese, tra il 1926 e il 1972, il programma Kinder der Landstrasse dell’organizzazione Pro Juventute ha cercato di estirpare il presunto “flagello” rappresentato da tale diversità. I suoi promotori hanno avviato un processo di “normalizzazione” attraverso sterilizzazioni di massa, la disgregazione delle famiglie, l’isolamento forzato.
Questa esperienza fisica, psicologica ed emotiva ha trovato in Mariella Mehr una voce pronta a esplorare le profondità di tale ferita, attraverso una letteratura e una poesia di rara potenza e urgenza.
L’obiettivo del progetto Canti di sangue e di fate è dunque quello di costruire un universo sonoro capace di trasmettere questa intensità emotiva, preservando, all’interno del linguaggio contemporaneo, elementi musicali che evochino la specificità di questa storia. La scelta di una voce esclusivamente femminile non è casuale: la ferita rivelata da Mehr è certamente umana, ma ancor più profondamente femminile (le è stato strappato il figlio, così come lei stessa era stata sottratta alle cure della madre durante l’infanzia).
Anche la scelta della fisarmonica è significativa: gli Jenisch rimangono tutt’oggi un popolo profondamente musicale, e la fisarmonica è al centro della loro vita musicale – uno strumento intergenerazionale che modella numerosi momenti dell’esistenza sociale.
Ma come interagiscono tra loro questi elementi? In Canti di sangue e di fate, la fisarmonica si trasforma: talvolta emergono figure che sembrano richiamare la tradizione musicale jenische, ma non appena affiorano, spesso sprofondano in un vuoto materico, interagendo con le texture elettroniche e vocali e modellandole al tempo stesso.
In definitiva, è sempre la qualità fonetica della parola a determinare e guidare l’esito musicale. Per questo motivo vengono esplorati e messi in musica sia i testi poetici originali in lingua tedesca sia le versioni italiane.
Diplomato al Conservatorio di Milano in composizione sperimentale, Matteo Manzitti ha poi seguito un biennio di specializzazione in composizione e teoria musicale presso il Conservatorio della Svizzera italiana a Lugano.
Ha composto le musiche per lo spettacolo Tucholsky Cabaret, presentato in prima nazionale al Teatro Hop Altrove di Genova; Ceneri alle ceneri per il Teatro Franco Parenti di Milano e il Teatro Massimo di Palermo; Frida per il Roma Fringe Festival; e Genova 21 per il Teatro Nazionale di Genova.
Matteo Manzitti è inoltre autore dell’opera Invisibili, sul tema dell’immigrazione, realizzata sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite.
Diverse istituzioni musicali di primo piano hanno commissionato sue opere, tra cui: l’Ensemble Sentieri Selvaggi, l’Orchestra Filarmonica di Torino, i Cameristi della Scala, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, i Concerti della Normale di Pisa, la Società dei Concerti dell’Aquila, il Conducus Ensemble, Ensemble Recherche, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, il Genoa Vocal Ensemble, l’Etymos Ensemble, il Xenia Ensemble e l’Accademia Filarmonica Romana.
Nel luglio 2017 è stata presentata Deeply - una composizione per attrice, soprano e cinque violoncelli - successivamente pubblicata in Italia nel 2018.
Le sue opere sono state interpretate da artisti di fama quali Laura Catrani, Gabriele Carcano, Francesco Dillon e Simone Beneventi.
Nel 2018 è stato pubblicato presso EMA Records il suo primo CD monografico, Ajna.
Matteo Manzitti è direttore musicale dell’Eutopia Ensemble e direttore artistico di Le Strade del Suono, festival di musica contemporanea organizzato a Genova e in Liguria.
Cleantha è un ensemble vocale a voci pari di recente fondazione, composto da quattro musiciste originali e poliedriche, attive da molti anni nei repertori antico e contemporaneo. Il quartetto ha interpretato con successo Love fail di David Lang e ha presentato in prima esecuzione diverse opere di compositori contemporanei per istituzioni culturali quali la Fondazione Palazzo Ducale e la GOG di Genova.
L’ensemble propone programmi non convenzionali, frutto di una ricerca che attraversa diversi ambiti musicali ed estetici, con l’obiettivo di offrire esperienze artistiche autentiche, libere da interpretazioni codificate ma profondamente coerenti e radicate nel proprio contesto performativo.
Cleantha si è esibito in concerto sia in Italia sia in Svizzera.
Carlo Sampaolesi è nato nel 1997 a Castelfidardo e vive attualmente a Milano.
Ha iniziato i suoi studi sotto la guida del Maestro Alessandro Mugnoz presso l’Istituto Pareggiato "Giovanni Battista Pergolesi" di Ancona.
Si è successivamente iscritto al Conservatorio di Fermo, dove ha proseguito la sua formazione con il Maestro Riccardo Centazzo, conseguendo il Diploma accademico di primo livello con il massimo dei voti e la lode (110/110 cum laude).
Carlo Sampaolesi sta attualmente completando il Diploma accademico di secondo livello al Conservatorio "Giuseppe Tartini" di Trieste sotto la direzione del Maestro Corrado Rojac.
Si è esibito in numerosi concerti come solista, specializzandosi nel repertorio contemporaneo per fisarmonica.
Da diversi anni collabora in duo con il chitarrista classico ed elettrico Cesare Sampaolesi (Brotherhood2) e con il percussionista Gioele Balestrini.
È inoltre ideatore del concerto-spettacolo Opus 0, in trio con Matteo Giorgetti (pianoforte) e Gioele Balestrini (percussioni).
Carlo Sampaolesi si è esibito in vari teatri italiani (Roma, Jesi, Montegranaro, Porto Sant’Elpidio, Arcevia, Montecosaro, San Ginesio, Cividale del Friuli, Latina, Monfalcone), sia come solista sia con numerosi ensemble di musica da camera.
È stato invitato in prestigiosi festival quali il Concorso Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo (PIF), il Festival dei Ferienkurse di Darmstadt, il Festival Pontino, il Macerata Opera Festival, il Mugellini Festival e il Festival di Cividale del Friuli.
All’estero Carlo Sampaolesi ha tenuto concerti come solista e in duo con Cesare Sampaolesi, in Germania, e masterclass presso istituzioni superiori di formazione musicale.
Ha inoltre eseguito in prima assoluta (mondiale e italiana) diverse opere di compositori quali Boris Porena, Lars Petter Hagen, Dmitri Kourliandski, Gaston Polle, Tommaso Settimi e David Antunez.
Collabora inoltre con compositori quali Maurizio Azzan, Fabrizio De Rossi Re, Mattia Clera, Giulia Lorusso, Manuela Guerra, Mirko Zambelli, Vincenzo Ruggiero e Lisa Colonella, contribuendo così all’ampliamento e all’evoluzione del repertorio fisarmonicistico contemporaneo.
Carlo Sampaolesi ha collaborato con importanti ensemble di musica contemporanea, tra cui il mdi ensemble di Milano.
Nel 2020 ha pubblicato il suo primo album solistico, interamente autoprodotto, intitolato PAR.ETi, con opere di Alessandro Solbiati, Luciano Berio, Salvatore Sciarrino e Dmitri Kourliandski.
Ha seguito corsi e masterclass con Corrado Rojac, Claudio Jacomucci (Italian Accordion Academy), Krassimir Sterev (Klangforum Wien), Owen Murray (Royal Academy of Music), Francesco Palazzo e Paolo Vignani.
Ha inoltre studiato con direttori d’orchestra, compositori e pianisti di fama quali Simone Fermani, Christa Butzberger, Silvia Borzelli, Giuliano Bracci, Dario Calderone, Andrea Turini e Giuseppe Fagone.
Canti di sangue e di fate
Orazione sonora su versi di Mariella Mehr
Un progetto di Matteo Manzitti e Cleantha Ensemble
Il tema della 15° edizione del Quarto Pianeta Festival è TrasformAzioni: un concetto che abbraccia i fenomeni di cambiamento e i fattori che li determinano, ma che mette al centro soprattutto i gesti e le scelte concrete per innescarli, orientarli e affrontarli.
Nello spirito del Quarto Pianeta Festival, l’analisi del mutamento sociale si riflette nella lente dell’espressione artistica.
La multidisciplinarietà è la cifra distintiva di una manifestazione che fa dialogare creatività, teatro, musica, danza, cinema e fotografia, con l’obiettivo di vivere il cambiamento, contaminandosi e immergendosi nel flusso del suo continuo divenire.
Canti di sangue e di fate vuole essere un racconto musicale di forte impatto emotivo, poiché la vita, le parole e la poesia di Mariella Mehr meritano di essere maggiormente conosciute.
Mariella Mehr, di etnia jenische, apparteneva a un popolo nomade e marginalizzato. È nata in una Svizzera segnata dalla rigidità e dalla paura della diversità e del multiculturalismo. Nello stesso Paese, tra il 1926 e il 1972, il programma Kinder der Landstrasse dell’organizzazione Pro Juventute ha cercato di estirpare il presunto “flagello” rappresentato da tale diversità. I suoi promotori hanno avviato un processo di “normalizzazione” attraverso sterilizzazioni di massa, la disgregazione delle famiglie, l’isolamento forzato.
Questa esperienza fisica, psicologica ed emotiva ha trovato in Mariella Mehr una voce pronta a esplorare le profondità di tale ferita, attraverso una letteratura e una poesia di rara potenza e urgenza.
L’obiettivo del progetto Canti di sangue e di fate è dunque quello di costruire un universo sonoro capace di trasmettere questa intensità emotiva, preservando, all’interno del linguaggio contemporaneo, elementi musicali che evochino la specificità di questa storia. La scelta di una voce esclusivamente femminile non è casuale: la ferita rivelata da Mehr è certamente umana, ma ancor più profondamente femminile (le è stato strappato il figlio, così come lei stessa era stata sottratta alle cure della madre durante l’infanzia).
Anche la scelta della fisarmonica è significativa: gli Jenisch rimangono tutt’oggi un popolo profondamente musicale, e la fisarmonica è al centro della loro vita musicale – uno strumento intergenerazionale che modella numerosi momenti dell’esistenza sociale.
Ma come interagiscono tra loro questi elementi? In Canti di sangue e di fate, la fisarmonica si trasforma: talvolta emergono figure che sembrano richiamare la tradizione musicale jenische, ma non appena affiorano, spesso sprofondano in un vuoto materico, interagendo con le texture elettroniche e vocali e modellandole al tempo stesso.
In definitiva, è sempre la qualità fonetica della parola a determinare e guidare l’esito musicale. Per questo motivo vengono esplorati e messi in musica sia i testi poetici originali in lingua tedesca sia le versioni italiane.
Diplomato al Conservatorio di Milano in composizione sperimentale, Matteo Manzitti ha poi seguito un biennio di specializzazione in composizione e teoria musicale presso il Conservatorio della Svizzera italiana a Lugano.
Ha composto le musiche per lo spettacolo Tucholsky Cabaret, presentato in prima nazionale al Teatro Hop Altrove di Genova; Ceneri alle ceneri per il Teatro Franco Parenti di Milano e il Teatro Massimo di Palermo; Frida per il Roma Fringe Festival; e Genova 21 per il Teatro Nazionale di Genova.
Matteo Manzitti è inoltre autore dell’opera Invisibili, sul tema dell’immigrazione, realizzata sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite.
Diverse istituzioni musicali di primo piano hanno commissionato sue opere, tra cui: l’Ensemble Sentieri Selvaggi, l’Orchestra Filarmonica di Torino, i Cameristi della Scala, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, i Concerti della Normale di Pisa, la Società dei Concerti dell’Aquila, il Conducus Ensemble, Ensemble Recherche, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, il Genoa Vocal Ensemble, l’Etymos Ensemble, il Xenia Ensemble e l’Accademia Filarmonica Romana.
Nel luglio 2017 è stata presentata Deeply - una composizione per attrice, soprano e cinque violoncelli - successivamente pubblicata in Italia nel 2018.
Le sue opere sono state interpretate da artisti di fama quali Laura Catrani, Gabriele Carcano, Francesco Dillon e Simone Beneventi.
Nel 2018 è stato pubblicato presso EMA Records il suo primo CD monografico, Ajna.
Matteo Manzitti è direttore musicale dell’Eutopia Ensemble e direttore artistico di Le Strade del Suono, festival di musica contemporanea organizzato a Genova e in Liguria.
Cleantha è un ensemble vocale a voci pari di recente fondazione, composto da quattro musiciste originali e poliedriche, attive da molti anni nei repertori antico e contemporaneo. Il quartetto ha interpretato con successo Love fail di David Lang e ha presentato in prima esecuzione diverse opere di compositori contemporanei per istituzioni culturali quali la Fondazione Palazzo Ducale e la GOG di Genova.
L’ensemble propone programmi non convenzionali, frutto di una ricerca che attraversa diversi ambiti musicali ed estetici, con l’obiettivo di offrire esperienze artistiche autentiche, libere da interpretazioni codificate ma profondamente coerenti e radicate nel proprio contesto performativo.
Cleantha si è esibito in concerto sia in Italia sia in Svizzera.
Carlo Sampaolesi è nato nel 1997 a Castelfidardo e vive attualmente a Milano.
Ha iniziato i suoi studi sotto la guida del Maestro Alessandro Mugnoz presso l’Istituto Pareggiato "Giovanni Battista Pergolesi" di Ancona.
Si è successivamente iscritto al Conservatorio di Fermo, dove ha proseguito la sua formazione con il Maestro Riccardo Centazzo, conseguendo il Diploma accademico di primo livello con il massimo dei voti e la lode (110/110 cum laude).
Carlo Sampaolesi sta attualmente completando il Diploma accademico di secondo livello al Conservatorio "Giuseppe Tartini" di Trieste sotto la direzione del Maestro Corrado Rojac.
Si è esibito in numerosi concerti come solista, specializzandosi nel repertorio contemporaneo per fisarmonica.
Da diversi anni collabora in duo con il chitarrista classico ed elettrico Cesare Sampaolesi (Brotherhood2) e con il percussionista Gioele Balestrini.
È inoltre ideatore del concerto-spettacolo Opus 0, in trio con Matteo Giorgetti (pianoforte) e Gioele Balestrini (percussioni).
Carlo Sampaolesi si è esibito in vari teatri italiani (Roma, Jesi, Montegranaro, Porto Sant’Elpidio, Arcevia, Montecosaro, San Ginesio, Cividale del Friuli, Latina, Monfalcone), sia come solista sia con numerosi ensemble di musica da camera.
È stato invitato in prestigiosi festival quali il Concorso Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo (PIF), il Festival dei Ferienkurse di Darmstadt, il Festival Pontino, il Macerata Opera Festival, il Mugellini Festival e il Festival di Cividale del Friuli.
All’estero Carlo Sampaolesi ha tenuto concerti come solista e in duo con Cesare Sampaolesi, in Germania, e masterclass presso istituzioni superiori di formazione musicale.
Ha inoltre eseguito in prima assoluta (mondiale e italiana) diverse opere di compositori quali Boris Porena, Lars Petter Hagen, Dmitri Kourliandski, Gaston Polle, Tommaso Settimi e David Antunez.
Collabora inoltre con compositori quali Maurizio Azzan, Fabrizio De Rossi Re, Mattia Clera, Giulia Lorusso, Manuela Guerra, Mirko Zambelli, Vincenzo Ruggiero e Lisa Colonella, contribuendo così all’ampliamento e all’evoluzione del repertorio fisarmonicistico contemporaneo.
Carlo Sampaolesi ha collaborato con importanti ensemble di musica contemporanea, tra cui il mdi ensemble di Milano.
Nel 2020 ha pubblicato il suo primo album solistico, interamente autoprodotto, intitolato PAR.ETi, con opere di Alessandro Solbiati, Luciano Berio, Salvatore Sciarrino e Dmitri Kourliandski.
Ha seguito corsi e masterclass con Corrado Rojac, Claudio Jacomucci (Italian Accordion Academy), Krassimir Sterev (Klangforum Wien), Owen Murray (Royal Academy of Music), Francesco Palazzo e Paolo Vignani.
Ha inoltre studiato con direttori d’orchestra, compositori e pianisti di fama quali Simone Fermani, Christa Butzberger, Silvia Borzelli, Giuliano Bracci, Dario Calderone, Andrea Turini e Giuseppe Fagone.
Canti di sangue e di fate: orazione sonora su versi di Mariella Mehr
Un progetto di Matteo Manzitti e Cleantha Ensemble
con Matteo Manzitti, Emilio Pozzolini, Sieva Diamantakos, Cleantha, Carlo Sampaolesi
Quarto Pianeta Festival, 15° edizione 2026: TrasformAzioni
Canti di sangue e di fate: orazione sonora su versi di Mariella Mehr
Un progetto di Matteo Manzitti e Cleantha Ensemble
con Matteo Manzitti, Emilio Pozzolini, Sieva Diamantakos, Cleantha, Carlo Sampaolesi
Quarto Pianeta Festival, 15° edizione 2026: TrasformAzioni