Marco Cambri in concerto

DeclinAzioni. Stagione teatrale 2026

Ascoltare un concerto di Marco Cambri è compiere un viaggio verso un passato che sembra apparentemente perduto, ma che continua ad esistere non solo nella memoria del cantautore, che non si abbandona mai esplicitamente al sogno di un passato lontano o a una esibita e triste nostalgia, ma anzi si sforza di renderci tutto come se fosse attuale, presente, vivo. Le sue  canzoni  sono ritratti di luoghi, persone, ambienti, da cui distilla il tratto "poetico", distintivo, quell'elemento che permette a chiunque, che li abbia o non li abbia vissuti,di riconoscerne l'universalità e quindi la prossimità, la parentela. Cambri rievoca la sua infanzia, fatta di incontri, di scoperte, di ancestrali paure, un viaggio alla riscoperta del passato ma senza dimenticare il presente, perché nel mondo contadino, passato e presente si compenetrano. Si è spesso catapultati in un mondo che ha tempi e modalità antiche: quello che Cambri canta è l’eterno dolore dell’uomo alla ricerca di un senso. Canzoni fatte di immagini e poesia, di storie e suoni dal mondo, uno sguardo giocoso ma disincantato di chi è alla ricerca dell'intima essenza delle cose. Racconti costruiti sulla realtà, ma una realtà così selvatica e antica da divenire quasi fiaba. Cambri scrive in un dialetto stretto, non facile, dove sono rievocati termini non di uso comune. La naturalezza della scrittura dona loro verità e profondità di radici nella sua terra, trasmette vibrazioni che arrivano subito al cuore di chi ascolta.

Accanto al cantautore, Laura Merione, violinista e etnomusicologa, Fabrizio Padoan, pianista e arrangiatore che collabora con Cambri dagli anni ‘90, Marco Cravero, versatile chitarrista con alle spalle illustri collaborazioni con De Gregori, Dalla, Faletti.

voce Marco Cambri

violino Laura Merione

pianoforte Fabrizio Padoan

chitarra Marco Cravero

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