Storia di uno che mi somiglia

Il protagonista è un ragazzo che si è perso nel buio della sua stessa vita, non sa più riconoscersi in quello che fa e mette la testa sotto la sabbia come fa lo struzzo. La storia è il tentativo stralunato e tragicissimo di ritornare alla vita, di provare tenacemente a coltivare il nostro giardino in quello che di certo non è “il migliore dei mondi possibili” ma forse, come per questo candido ragazzo, come per la sua piantina, c’è ancora una speranza…

Il protagonista, in un misto di comicità e dramma, racconta la rottura di un sentimento con un buon mix di abilità recitativa e stratagemmi stilistici, un flusso di coscienza joyciano che parte da considerazioni filosofiche su Voltaire e si sofferma sul nostro quotidiano con alcune considerazioni sulla fine delle relazioni e l’inizio della propria solitudine.

testo e regia Arianna Di Stefano e Livio Remuzzi

con Livio Remuzzi

Produzione Ex Rugiada/ Fortezza Est

sezione GET Giovani Eccellenze Teatrali

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