Dal 21/03/2026 al 22/03/2026
Sabato ore 20.30, domenica ore 16.00
La quinta praticabile Teatro Instabile
La scelta di realizzare un adattamento del romanzo pirandelliano per un attore solo approfondisce il tema dell’identità grazie ad una scrittura scenica che segue il percorso di “autoanalisi” fatto dal protagonista, andando a ritroso per ri-raccontare la sua vicenda. L’uso di maschere renderà visivo il contenuto filosofico dell’opera: l’assunto pirandelliano “imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” verrà in essere.
L’attore Pietro Montandon – per lunghi anni interprete nella compagnia Mummenshanz, con Lunaria Teatro già straordinario interprete di Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri – usa le maschere per evidenziare la forte componente ironica della situazione inventata da Pirandello. Le scenografie (di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza) e i costumi (di Maria Angela Cerruti) aiutano a calibrare l’umorismo tragico della interpretazione di Montandon e della regia.
Interpretando sia il personaggio di Mattia Pascal/Adriano Meis, che Montandon porta in scena offrendo la sua stessa fisionomia e postura, sia gli altri personaggi, l’attore catanese offre una prova nel complesso maiuscola. Grazie alla modulazione del timbro vocale, alla studiata composizione dei gesti e del movimento corporeo, prima ancora che alla maschera calata sul viso, l’attore catalizza l’attenzione e le emozioni del pubblico.
In questo modo la recitazione ha come tratto caratteristico la trasmissione delle forti emozioni e l’umorismo che danno vita a Il fu Mattia Pascal, mantenendo la vitalità del testo pirandelliano e districandone quelli che sono gli aspetti psicologici meno immediati.
Gabriele Benelli Sipario
La scelta di realizzare un adattamento del romanzo pirandelliano per un attore solo approfondisce il tema dell’identità grazie ad una scrittura scenica che segue il percorso di “autoanalisi” fatto dal protagonista, andando a ritroso per ri-raccontare la sua vicenda. L’uso di maschere renderà visivo il contenuto filosofico dell’opera: l’assunto pirandelliano “imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” verrà in essere.
L’attore Pietro Montandon – per lunghi anni interprete nella compagnia Mummenshanz, con Lunaria Teatro già straordinario interprete di Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri – usa le maschere per evidenziare la forte componente ironica della situazione inventata da Pirandello. Le scenografie (di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza) e i costumi (di Maria Angela Cerruti) aiutano a calibrare l’umorismo tragico della interpretazione di Montandon e della regia.
Interpretando sia il personaggio di Mattia Pascal/Adriano Meis, che Montandon porta in scena offrendo la sua stessa fisionomia e postura, sia gli altri personaggi, l’attore catanese offre una prova nel complesso maiuscola. Grazie alla modulazione del timbro vocale, alla studiata composizione dei gesti e del movimento corporeo, prima ancora che alla maschera calata sul viso, l’attore catalizza l’attenzione e le emozioni del pubblico.
In questo modo la recitazione ha come tratto caratteristico la trasmissione delle forti emozioni e l’umorismo che danno vita a Il fu Mattia Pascal, mantenendo la vitalità del testo pirandelliano e districandone quelli che sono gli aspetti psicologici meno immediati.
Gabriele Benelli Sipario
costumi Maria Angela Cerruti
scene Giorgio Panni e Giacomo Rigalza
Regia Daniela Ardini
costumi Maria Angela Cerruti
scene Giorgio Panni e Giacomo Rigalza
Regia Daniela Ardini