CAVALLERIA RUSTICANA / PAGLIACCI

Un realistico paesino della Sicilia di fine ’800. Una schietta vicenda di passione, gelosia e tradimento, che si conclude con un delitto d’onore. Il  17 maggio 1890, quando al Teatro Costanzi di Roma debuttò Cavalleria rusticana, Pietro Mascagni fu il primo a stupirsi del successo. Ambiva a opere monumentali e compose in fretta e furia la piccola Cavalleria - un atto unico di un’ora e un quarto tratto dall’omonima novella di Verga - per partecipare a un concorso (che vinse) indetto dalla casa editrice Sonzogno. Ma questo, evidentemente, era proprio ciò di cui il pubblico, i cui gusti stavano cambiando, aveva bisogno: non una finta ricostruzione storica ambientata in una corte lontana e inaccessibile, ma una storia vera appartenente a un contesto sociale più vicino come quello popolare. Con una musica semplice e genuina.

Due anni dopo, al Teatro dal Verme di Milano, va in scena per la prima volta Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, una Cavalleria ancora più cruda e brutale. Con in più un conflitto quasi pirandelliano tra teatro e vita: i clown condannati a far ridere in una situazione in cui non c’è nulla da ridere. Le armonie ruvide, brusche, e le sgangherate melodie da fiera evocano un contesto provinciale squallido, popolato di persone emarginate e infelici. Due opere gemelle, da sempre accoppiate, con protagonisti dei vinti verghiani.

Il Teatro Carlo Felice, in coproduzione con la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, ha affidato la regia del dittico verista per eccellenza ai Teatrialchemici dei siciliani Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, impegnati da sempre in un teatro sociale e di ricerca, registi, nella scorsa stagione, di una Norma che ha conquistato pubblico e critica realizzando il tutto esaurito ad ogni recita.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), sarà l’abile bacchetta di Paolo Arrivabeni (24, 25, 26) Direttore Musicale dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi dal 2008 e specialista del repertorio operistico italiano, che si alternerà con Giuseppe Finzi, un altro direttore italiano della nuova generazione con già molta esperienza nel campo dell’opera. Le scene sono state realizzate da Federica Parolini, i vistosi costumi sono di Agnese Rabatti e le luci sono firmate da Luigi Biondi.


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Data spettacolo:

Da venerdi 24 maggio 2019 a giovedi 30 maggio 2019

Info sala

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Genova