L'ARBITRO DI DIO

Da martedì 6 novembre 2018, al Teatro Modena di Genova, va in scena L’arbitro di Dio (Quel gol non era gol) del drammaturgo irlandese Robert Farquhar. La regia dello spettacolo, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova, è di Alberto Giusta con protagonisti Andrea Di Casa, Massimo Rigo e Marco Zanutto. Due amici uniti dalla passione per una squadra di calcio, condannata alla retrocessione da una decisione arbitrale dubbia, decidono di rapire il direttore di gara e fissare un riscatto: l’arbitro dovrà ammettere l’errore e far rigiocare la partita. Il calcio è il pretesto che questa spassosissima commedia utilizza per mostrare tre esseri umani in tutte le loro ossessioni e contraddizioni, grazie ad un testo divertente e scorretto, dove si ride fino al triplice fischio finale.

Anche in Irlanda il calcio è questione di vita o di morte, ma cosa succede quando dalle chiacchiere da bar si passa ai fatti? Visti certi casi molto discussi di recente cronaca sportiva, questo spettacolo potrebbe essere di gustosa attualità. Ma qui, l’immaginazione diventa spiazzante e coinvolgente azione: insomma, dalle chiacchiere, si passa ai fatti.

L’irlandese Robert Farquhar mette in scena due tifosi che rapiscono un arbitro, accusato di essere il responsabile della retrocessione della squadra locale. Però, pian piano, si scopre che la questione è un po’ più delicata di quel che sembri. L’autore irlandese gioca al limite del grottesco, spingendo sui tasti di una comicità irrefrenabile, fatta di provocazioni, colpi di scena, agnizioni, inseguimenti e fughe su un vecchio furgone. Insomma, potrebbe starci di tutto in questa storia di provincia eppure, come ha scritto Laura Bevione su PaneAcquaCulture: «I tre protagonisti non sono semplici macchiette, ma uomini di carne e sangue, fragili combattenti nell’arena dell’esistenza umana». È un mondo, un viver quotidiano, fatto di «piccoli/grandi fallimenti esistenziali – continua Bevione – di scuole non finite, lavoro insoddisfacente e malpagato, relazioni sentimentali tempestose e insincere». Allora, quella commedia lieve e ironica sul mondo del calcio svela aspetti in cui la rivolta dei due improbabili rapitori è il ritratto amaro di esistenze disilluse.

«Non c’è commiserazione, né paternalistica pietà nello sguardo di Farquhar – conclude Laura Bevione – ben assecondato dalla regia di Alberto Giusta che introduce momenti metateatrali, bensì la solidarietà di un essere umano consapevole di condividere molti dei difetti e delle fragilità dei suoi personaggi». Il testo, tradotto da Carlo Sciaccaluga, supera dunque le questioni da Bar (o da Var) e, porta, con delicatezza, a interrogarsi sul senso della vita.


Teatro Nazionale di Genova

Piazza Borgo Pila 42, Genova
Telefono 010 5342 1 Fax 010 534 2510
Info biglietteria  010 5342 300 

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info@teatronazionalegenova.it

Data spettacolo:

Domenica 11 novembre 2018

Info sala

Teatro Gustavo Modena

Piazza Gustavo Modena, 3
Genova