NIGHT BAR IL CALAPRANZI / TESS / L’ULTIMO AD ANDARSENE / NIGHT

Regia: Valerio Binasco

Autore: Harold Pinter

Interpreti: Nicola Pannelli, Sergio Romano, Arianna Scommegna

Produzione: Teatro Stabile Di Genova, Teatro Metastasio Di Prato

La vita in un bar, il tempo che non passa e quattro brevi testi di Harold Pinter per raccontare l’umanità. La prima di Night Bar è martedì 20 febbraio 2018 al Teatro Duse di Genova (con repliche fino al 4 marzo).

«Quattro storie con un tema comune. Anzi con qualcosa di più che un tema: diciamo che tutte e quattro condividono un'atmosfera umana molto particolare, quella dei barflies, e hanno in comune un luogo, appunto un baretto notturno. Lo spettacolo è costituito da quattro momenti, dispersi nel tempo, della vita di questo luogo, sempre lo stesso, visto in quattro modi diversi».

Così il regista Valerio Binasco introduce il suo nuovo attraversamento di quattro testi del premio Nobel Harold Pinter. Aggiunge: «È una specie di bar notturno di basso rango. Un luogo molto realistico, certo, ma grazie alla sua desolazione, anche assai metaforico: luoghi come quelli, senza troppo sforzo d’immaginazione, appartengono alla poesia urbana (italiana e universale)». Ed è in un simile bar che Binasco fa intrecciare i testi di Pinter: Il calapranzi, dialogo tra due killer, in forma di atto unico, scritto nel 1957; Tess, asciuttissimo e lirico monologo del 2000; L'ultimo ad andarsene, un corto teatrale, meno frequentato sui palcoscenici italiani, scritto nel 1959 come dialogo serrato e svagato tra un barista e un venditore di giornali ed infine Night. Quattro (micro)storie, ritratti di malinconici clown esistenziali che pure – come è nella cifra pinteriana – diventano emblematici di una condizione umana. Flash, istantanee di vite vissute, incontri con gente qualunque, tra fissazioni, idiosincrasie, paure, caratteri, che Pinter ritrae con empatia e lucidità.

«In questo spettacolo - continua Valerio Binasco - c'è un rispetto sacro dell'unità di luogo, ma  non ce n'è affatto per l'unità di azione e di tempo. L'incongruenza cronologica tra un atto unico e l'altro, alternati in un prima e un dopo senza un nesso evidente, suggerisce uno sguardo straniato e affettuoso sulle vicende, così come se ci trovassimo di fronte a un piccolo affresco composto di brevi racconti (se a qualcuno viene in mente Carver, forse è sulla strada giusta). Nella successione di queste storie si annida una malinconia, che nasce dalla sensazione che ciò che appare come tempo presente sia già memoria.  Insomma: l'effetto malinconico del “tempo che va”. Anche se non va da nessuna parte. Ma è un atto di amore nei confronti dell'umanità. E forse la storia dei luoghi dove l’umanità ha vissuto, ci aiuta a percepire pietosamente (ovvero con un sorriso affettuoso) il via vai delle nostre vite».


Teatro Nazionale di Genova

Piazza Borgo Pila 42, Genova
Telefono 010 5342 1 Fax 010 534 2510
Info biglietteria  010 5342 300 

https://teatronazionalegenova.it/

info@teatronazionalegenova.it

Data spettacolo:

Sino a domenica 4 marzo 2018

Info sala

Teatro Duse

Via Nicolò Bacigalupo, 6
Genova