L'ELISIR D'AMORE

L’elisir d’amore
Melodramma giocoso
testi di Felice Romani
musiche di Gaetano Donizetti

Direttore d’Orchestra,  Daniel Smith
Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice
Regia,  Filippo Crivelli
Scene,  Emanuele Luzzati
Costumi,  Santuzza Calì
Luci, Luciano Novelli

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro, Franco Sebastiani

Un’opera comica e sentimentale insieme. Un melodramma giocoso (come lo definirono gli autori). Una commedia romantica (come la chiameremmo noi oggi). Nell’Elisir d’amore di Donizetti, oltre a pure maschere ereditate dalla commedia dell’arte (il soldato vanitoso e fanfarone Belcore e il dottore ciarlatano Dulcamara), ci sono infatti personaggi dotati di un cuore: Nemorino, giovane innamorato bloccato dalla timidezza, e Adina, donna consapevole della propria bellezza e del proprio fascino, ma non egocentrica né manipolatrice. Nel corso della vicenda, entrambi si metteranno in discussione e cambieranno. Cosa che alle maschere non accade, ma alle persone vere sì: Nemorino allenta i propri freni inibitori grazie a quello che crede essere un filtro d’amore (in realtà, nient’altro che una bottiglia di vino rosso), mentre Adina, alla fine, si lascia sedurre dal sentimento sincero di Nemorino, dal suo spirito di sacrificio in nome dell’amore. E scarta, saggiamente, il machismo superficiale di Belcore. Sullo sfondo di questo intreccio insieme comico e sentimentale, anche un pizzico di critica sociale: le fanciulle dell’immaginario paese dei Baschi in cui è ambientata la vicenda “perdono la testa” per l’impacciato Nemorino non grazie alla pozione magica di Dulcamara, ma perché attirate dalla fortuna economica che uno zio lascia provvidenzialmente in eredità al giovane. Il vero “filtro d’amore”, insomma, per loro è il denaro.

Il libretto, ispirato a Le philtre di Scribe, è firmato da un maestro della metrica e della rima, Felice Romani, che qui dà il meglio di sé. Anche per merito suo, l’opera ha sempre riscosso un grande successo fin dalla sua prima esecuzione, il 12 maggio 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano. Lo stesso Donizetti fu stupito del trionfo. Probabilmente, data la solita fretta con cui lavorò alla partitura (completata in appena quattordici giorni), il compositore non si era reso conto di avere scritto una musica perfetta nel suo connubio tra levità e patetismo (di cui la celebre romanza “Una furtiva lagrima” rappresenta la summa), degna, in questo, del teatro mozartiano.

Il Carlo Felice mette in scena L’elisir d’amore in un proprio allestimento del 1994 amatissimo dalla critica e dal pubblico, conquistati fin dal debutto dello spettacolo dall’umorismo raffinato della regia di Filippo Crivelli e dall’atmosfera a metà tra la favola e il cartone animato d’autore creata dalle scene di Lele Luzzati e dai costumi di Santuzza Calì. Il carro di Dulcamara, frutto dell’inesauribile immaginazione di Luzzati, è una di quelle invenzioni scenografiche che non si dimenticano.


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Data spettacolo:

Sino a giovedi 1 gennaio 1970

Info sala

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Genova