FOCUS SU SVETLANA ALEKSIEVIC: MONOLOGHI DELL'ATOMICA E RAGAZZI DI ZINCO

Venerdì 28 e sabato 29 aprile l’Altrove - Teatro della Maddalena sarà la casa di un piccolo grande progetto speciale: una due giorni di teatro dedicata a Svetlana Aleksievic, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 2015. Due spettacoli teatrali e una mostra che hanno come oggetto la ricerca, la poetica e la scrittura corale di questa grandissima autrice bielorussa.

VENERDÌ 28 APRILE ORE 21 E SABATO 29 APRILE ORE 19 IN SCENA MONOLOGHI DELL'ATOMICA, di e con Elena Arvigo, produzione Il Teatro delle Donne. 

Elena Arvigo prosegue il proprio percorso nel teatro civile, indagando - dopo Anna Politkovskaja - altre donne testimoni scomode di realtà difficili: Svetlana Aleksievic (Premio Nobel 2015) e Kyoko Hayashi. Hiroshima e Chernobyl, eventi simbolo della distruzione e della morte nucleare, esplorati attraverso le parole di due testimoni scomode, due imperdonabili.

Svetlana Aleksievic, premio Nobel per la letteratura nel 2015, ha scritto Preghiera per Cernobyl, in cui racconta la grande Storia attraverso le piccole storie, che sono soprattutto vicende di donne, vecchie contadine bielorusse accanto a stufe radioattive come piccoli reattori, madri e mogli che hanno visto la carne dei loro uomini (soccorritori ed elicotteristi intervenuti per spegnere la centrale in fiamme) staccarsi dalle ossa per le radiazioni, operai che hanno costruito il sarcofago destinato a contenere il raggio invisibile e che stavano lentamente morendo di cancro.
Un libro che non parla di Cernobyl in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente: le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto.

Kyoko Hayashi è una donna sopravvissuta a Nagasaki che ha lasciato testimonianza in Nagasaki. Racconti dell’atomica, quattro storie in presa diretta che, attraverso i personaggi femminili, raccontano quello che accadde a Nagasaki, ma anche cosa significa vivere da sopravvissuti al disastro. Al centro dei racconti non c’è la grande storia ma la messa a nudo dell’animo umano di fronte all’indicibile. Una prosa distaccata e coinvolgente, che ci spinge ad interrogarci su come ognuno di noi avrebbe reagito in una situazione così estrema. Due capitoli oscuri della storia contemporanea: Cernobyl e Hiroshima, 1986 e 1945.L’esplosione di un reattore di una centrale nucleare in Ucraina e lo sgancio della bomba atomica da parte degli americani su una città giapponese, alla fine della seconda guerra mondiale. Hiroshima e Chernobyl. Due eventi che hanno segnato le coscienze degli uomini del secolo breve e di cui ancora piangiamo i postumi. Due eventi simbolo della distruzione e della morte nucleare, indagati attraverso le parole di due testimoni scomode, due imperdonabili.

«I Monologhi dell’atomica nascono come omaggio a due voci importanti, Svetlana Aleksievic e Kyoko Hayashi, che si aggiungono alla lista di Imperdonabili, testimoni scomode e necessarie di questo nostro tempo a cui sto dedicando in questi anni il mio lavoro. ll 9 Agosto 1945, 70 anni fa, viene lanciata la bomba atomica su Nagasaki. Il 26 Aprile 1986, quarant’anni dopo, scoppia la centrale nucleare di Cernobyl. Al centro del mio interesse anche qui la figura femminile come testimone scomodaPensavo di aver scritto del passato invece erano appunti per il futuro scrive la Aleksievic. È un percorso solo all’inizio e nei miei sogni mi piacerebbe condividere questa storia con altre attrici. Renderlo davvero Voci di Cernobyl e Nagasaki - sono storie importanti, faticose e poter condividere il lavoro con qualcuno è forse la parte più bella della vita e di questo mestiere» (Elena Arvigo)

VENERDÌ 28 APRILE ore 19 e SABATO 29 APRILE ORE 21 TOCCA A RAGAZZI DI ZINCO - Il processo a Svetlana Aleksievic / Mise en espaceCon Elena Arvigo, Eva Cambiale, Barbara Moselli, Paolo Li Volsi, Carlo Orlando. Regia Carlo Orlando; produzione Narramondo & Altrove, Ratatok Teatro; scene e costumi Classi 4A e 4D Liceo Artistco Paul Klee. 

Il racconto degli atti del processo che la Aleksievic subì nel suo paese all’inizio degli anni '90, in relazione alla pubblicazione di Ragazzi di Zinco (che raccoglieva le voci dei reduci della guerra in Afghanistan, delle madri, dei figli orfani). Una messa in scena che vuole proporre una riflessione su quella vicenda e, più in generale, sulle responsabilità e conseguenze che un artista deve assumersi quando vuole raccontare la verità.

All’inizio degli anni novanta, la scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic, nel 2015 insignita del premio Nobel alla letteratura, subì nel suo paese due processi per diffamazione, in relazione alla pubblicazione del suo libro Ragazzi di Zinco, che raccoglieva le voci dei reduci della guerra in Afghanistan, delle madri, dei figli orfani. Non era la prima volta che la scrittrice subiva l’ostracismo di un sistema politico che, in sostanza, ogni volta con pretesti diversi, le muoveva sempre la stessa accusa: essere un artista, nel senso più puro del termine. La boicottavano e la processavano per le stesse ragioni per cui, anni dopo, altri le hanno conferito il Nobel: per la sua scrittura polifonica, autentico monumento alla sofferenza e al coraggio del nostro tempo. I processi si risolsero poi in un nulla di fatto. Restano però i documenti di quello che è stato un vero proprio processo alla verità, alla letteratura, al diritto di un artista a interpretare la realtà, a cogliere lo spirito di un tempo. E la cronaca di ciò che può accadere quando una comunità viene, grazie all’arte, messa di fronte a uno specchio impietoso che la obbliga a riconoscersi per quello che veramente è.

«Nella nostra lettura non verranno raccontate le testimonianze raccolte nel libro, ma solo gli atti del processo, le dichiarazioni della scrittrice, i confronti diretti con i suoi accusatori, le dichiarazioni dei suoi sostenitori e quelle dei suoi detrattori. Una messa in scena che vuole proporre una riflessione non soltanto su quella vicenda ma anche, più in generale, sulle responsabilità e le conseguenze che un artista deve assumersi quando vuole raccontare la verità. Un meta-racconto su una forma di teatro (il teatro di narrazione civile, che nel nostro paese ha conquistato l’attenzione del pubblico) e di drammaturgia, quella appunto del teatro documento e della testimonianza che nel suo essere senza filtro, nel suo esprimersi senza metafore, racconta una verità che spesso, quando non è verità di comodo, non vuole essere sentita». (Carlo Orlando)

MOSTRA COLLETTIVA DEL LICEO ARTISTICO “PAUL KLEE” DI GENOVA SULL'ALLESTIMENTO DI RAGAZZI DI ZINCO (Scarica il Pieghevole dell’evento qui)

Le scene, i costumi e più in generale, tutto il materiale visivo dedicato allo spettacolo Ragazzi di Zinco - Il processo a Svetlana Aleksievic - che andrà in scena il 28-29 aprile -  è stato realizzato dagli studenti del Liceo artistico – Paul Klee di Genova nel corso del progetto Scuola alternanza Lavoro (Classi 4A e 4D).

Scenografie e costumi lavoreranno in contrasto con il carattere realista, da teatro documento, del testo. Prendendo ispirazione dai grandi movimenti dell’avanguardia russa del primo novecento (costruttivismo, futurismo e suprematismo) le immagini, la scena, l’attrezzeria e i costumi restituiranno, in maniera astratta, l’ambientazione e l’epoca sviluppando tematicamente e simbolicamente il crollo di quell’ideale che i movimenti sopra citati hanno meravigliosamente espresso, prima di essere scalzati dall’arte di regime, dal realismo socialista. Non si tratta quindi di applicarsi ad un esercizio di stile, per quanto interessante. Il racconto per immagini dello spettacolo sviluppa tematicamente il cuore politico del testo: il crollo dell’ideale sovietico. El Lissintzky, Alkesander Rodchenko e le scenografie degli spettacoli di Meyerhold costituiscono i nostri principali riferimenti.
Nei giorni dello spettacolo, nel foyer del teatro, sarà allestita una mostra di tutto il materiale prodotto dai ragazzi: modellini e bozze della scenografia e dei costumi, pianta e modellino in scala del teatro Altrove, ritratti, manifesti e locandine.

(Ingresso libero)

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Altrove

Piazzetta Cambiaso, 1 Genova
tel. 010.9753672

http://www.teatroaltrove.it/

info@teatroaltrove.it

Data spettacolo:

Sino a sabato 29 aprile 2017

Spettacolo terminato

Info sala

Altrove - Teatro della Maddalena

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16123 Genova

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