A NUMBER

A Number, spettacolo in scena al Teatro del Ponente nel weekend di Halloween, racconta il rapporto tra un padre e un figlio. Cosa succede se un padre, dopo la morte tragica della compagna, madre di suo figlio, si ritrova da solo con il proprio ragazzo? Cosa succede se questo padre è giovane e probabilmente con problemi esistenziali così grandi da tenerlo lontano dalla propria compagna e dal proprio figlio? Cosa succede se questo padre, nella società contemporanea, dove la perfezione e l’adeguatezza sono diventati i nuovi dogmi da onorare, vuole avere una nuova possibilità per essere un “bravo” padre? Cosa succede se tutto questo accade dopo il 5 luglio del 1996?

Succede che una importante drammaturga inglese, Caryl Churchill, si interroga sul tema della “replicabilità”, sul fatto che l’uomo, oggi, con l’avanzamento vertiginoso del progresso scientifico, può sostituirsi a Dio, può essere esso stesso Creatore e così come il sommo creatore, può creare tutti a sua immagine e somiglianza, oppure tutti i suoi figli così come li vuole, tutti fatti con lo stesso “materiale grezzo di base”, perfetti. Carini. L’alienazione del terzo millennio, potremmo dire. La serialità, l’anonimato, la banalità della replica. Uno spettacolo che mette davanti a un fatto compiuto. Un padre e una serie di figli. Una riflessione sul valore della vita umana nella sua unicità, nella irripetibilità di ciascun uomo.

L’unicità di tale rapporto è, però, una certezza che si è sgretolata nella società contemporanea dove la replicabilità, la serialità e la stessa virtualità sono diventate i nuovi dogmi cui obbedire. Natura e cultura divengono i poli di una nuova contrapposizione entro la quale Salter, un padre, e Bernard, un figlio, “giocano” una danza tra la vita e la morte, tra l’amore e l’odio, tra la natura e la scienza; un gioco nel quale, davanti al fallimento, si può ricominciare, perché si può replicare, forse all’infinito.

Una replica che può realizzarsi per “un bel numero” di volte, mettendo in “crisi” la natura e l’ambiente. l’Io e il Noi. In A Number il tema dell’eugenetica, della sperimentazione genetica umana s’intreccia inestricabilmente al problematico rapporto di un padre e di un figlio, destabilizzato dalla certezza di un legame fisico, genetico, che viene meno.

di Caryl Churchill
traduzione italiana Monica Capuani
scena e regia Luca Mazzone
con Giuseppe Pestillo e Massimo Rigo costumi Lia Chiappara
disegno luci Mario Villano
produzione Teatro Libero Palermo - Centro di produzione teatrale.


Teatro della Tosse

Piazza Renato Negri 4, Genova
Tel 010.2487011 - Fax 010.2468746

http://www.teatrodellatosse.it

info@teatrodellatosse.it

Data spettacolo:

Sino a domenica 31 ottobre 2021

Spettacolo terminato

Info sala

Teatro del Ponente
Sala [standard]

Piazza Bernardo e Giovanni Odicini, 9
Genova