FRANCESCO TESEI HUMAN

ll nuovo spettacolo di Francesco Tesei propone uno sguardo alla sua arte da una prospettiva originale e quanto mai attuale: il mentalismo come modo per tornare a stupirsi per le magie dei rapporti umani.
Quelli veri: a contatto diretto, guardandosi negli occhi, parlando, cogliendo le sfumature di un’espressione del viso, lo stato d’animo e i pensieri di chi abbiamo vicino.
Dunque un percorso che nasce dall’intenzione di gettare luce sui misteri del mentalismo, e che conduce verso una domanda universale:
“Cosa ci rende umani?”
Paradossalmente, a guidarci in questo cammino è il più importante mentalista italiano, le cui abilità sono spesso interpretate come “poteri” al limite del sovrannaturale. È un cammino composto da immagini, parole e – naturalmente – da esperimenti di mentalismo in cui il pubblico non è semplice spettatore, ma diventa protagonista.
Attraverso la relazione tra il mentalista e il pubblico, Human diventa quindi un’esperienza di condivisione e di co-creazione di ogni singola replica
dello spettacolo.
Una suggestiva esplorazione di inconscio, ragione, e di tutto ciò che vive a cavallo tra i due, recuperando
gli aspetti profondamente umani che ci rendono
 ciò che siamo e che si stanno perdendo in un mondo altamente tecnologico, sempre più virtuale, distratto e illusorio.

HUMAN: RECENSIONE
a cura di Luca Pinto
Francesco Tesei è noto in Italia come uno dei massimi esponenti del mentalismo. La sua è un’arte che coniuga psicologia, comunicazione e illusionismo.
Il suo terzo show, dal titolo Human, mette il pubblico contemporaneo di fronte alle disconnessioni emotive verso cui i social network ci stanno conducendo.
 Tesei è un comunicatore nato, sa coinvolgere gli spettatori facendoli diventare co-attori sul palco insieme a lui, ma anche chi è seduto in platea o in galleria non si sente mai solo.
Infatti, tensione e attenzione rimangono sempre ad altissimi livelli: il pubblico non toglie gli occhi di dosso dal protagonista, ma contemporaneamente non perde l’occasione per confrontarsi di continuo col vicino di poltrona. In questi due momenti di comunicazione (che sembrano semplici ma in un normale spettacolo teatrale non possono sempre verificarsi) sta la chiave del successo dello spettacolo.
La sceneggiatura, scritta da Tesei insieme a Deniel Monti, è divertente, appassionante, e congeniata alla perfezione per non evidenziare sbavature nei perfetti meccanismi che regolano la mente umana: i due autori hanno preparato una trappola in cui catturano gli spettatori e riescono abilmente a condurli verso un finale del tutto inaspettato, al termine di oltre due ore di spettacolo.
Due ore nella vita di un uomo possono essere poche o sembrare un’eternità.
 In Human non sono né l’una, né l’altra: il tempo pare venire congelato e scongelato a piacimento degli autori.
Il Mentalista con questo nuovo lavoro teatrale si propone un obiettivo molto alto. 
Vuole ripescare l’umano che è in ogni persona presente e metterlo in connessione con tutto il pubblico, attraverso sentimenti veri invece delle gratificazioni istantanee a cui i social network ci hanno abituati.
Andare a teatro abituati a vedere un classico spettacolo di prosa non agevola la visione di uno show di mentalismo. Bisogna abbandonare preconcetti, scetticismi e riluttanze di ogni genere, altrimenti si vivrà un viaggio piatto.
Se invece volessimo romanticamente considerare Tesei come un sociologo degli anni ’70 – uno di quelli della scuola di Chicago, sceso dalle cattedre dell’università, fuggito dagli impermeabili circoli accademici per approdare in mezzo alla gente ad applicare il suo particolare metodo di osservazione, e poi ritornato in cattedra ad offrirci i risultati del suo lavoro sul campo – allora potremmo trovare una nuova via per assistere allo spettacolo. Una via ricca di pedagogia, nella quale troveremo tantissimi spunti di riflessione.
Quindi, dopo aver visto e partecipato personalmente a Human, mi piace immaginare il Mentalista come un divulgatore. Uno studioso delle scienze umane che prende spunto dal lavoro di Manfred Spitzer con la bontà di chi ha raggiunto una verità e la vuole condividere col mondo. Mi piace immaginarlo come un sociologo contemporaneo a cui non importa commuovere a tutti i costi, ma far sì che, uscendo dal teatro, i nostri anticorpi digitali si riattivino, il cervello si accenda di nuovo e l’attenzione sia alta nell’orientamento della propria vita, in modo da non lasciarsi orientare, manipolare e inebetire.
E, per arrivare a questo, un sorriso, un pizzico di magia e una partecipazione attiva allo spettacolo non guastano per niente, anzi: rappresentano un importante cambio di prospettiva nel panorama teatrale italiano.


Politeama Genovese

Via Bacigalupo 2, Genova
Tel. 010.8393589 (biglietteria) - 010.8311456 (uffici)

ORARIO BIGLIETTERIA:
lun. mar. mer. e sab. 11-13 / 16-19
gio. e ven. 11-19 orario continuato
dom. 15-18 (solo nei giorni di spettacolo)
20-21 nelle sere di spettacolo 

http://www.politeamagenovese.it

info@politeamagenovese.it

Data spettacolo:

Martedi 24 marzo 2020

Info sala

Teatro Politeama Genovese

Via Nicolò Bacigalupo, 2
Genova