ANFITRIONE SCRITTO E DIRETTO DA TERESA LUDOVICO

Il fascino mitico della vicenda tebana si trasferisce in un’atmosfera bollente e schizofrenica del Sud. Sei attori e un musicista creano un gioco vorticoso di scambi, scherzi e malintesi, in cui uomini e Dèi non raccontano altro che l’attualità del mondo. 

Chi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c’è nulla di più simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dov’è che sono morto? Dove l’ho perduta la mia persona? Il mio me può essere che io l’abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi è più disgraziato di me? Nessuno mi riconosce più e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so più chi sono! Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell’Anfitrione , scritto da Plauto più di 2000 anni fa, che molti di noi oggi.

Il doppio, la costruzione di un'identità fittizia, il furto dell'identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perchè gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle più svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione,  lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole.

Giove – Anfitrione durante la notte d'amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione. Durante il racconto il dio provò, per la prima volta, un’ilarità che poi si premurò di lasciare in dono agli uomini. “Abbandonato il regno delle metamorfosi, si entrava in quello della contraffazione” Incipit Comoedia (R. Calasso)

“Aprite gli occhi spettatori, ne vale la pena: Giove e Mercurio fanno la commedia, qui” (Plauto). Da quel momento nelle rappresentazioni teatrali il comico e il tremendo avrebbero convissuto e avrebbero specchiato le nostre vite mortali ed imperfette. Dopo Plauto in tanti hanno riscritto l'Anfitrione e ciascuno l'ha fatto cercando di ascoltare gli stimoli e le inquietudini del proprio tempo. Ho provato a farlo anch’io.


Teatro della Tosse

Piazza Renato Negri 4, Genova
Tel 010.2487011 - Fax 010.2468746

http://www.teatrodellatosse.it

info@teatrodellatosse.it

Data spettacolo:

Da sabato 21 marzo 2020 a domenica 22 marzo 2020

Info sala

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Genova