UN BALLO IN MASCHERA

Al Teatro Carlo Felice di Genova torna protagonista Giuseppe Verdi. In scena, da domenica 15 marzo a martedì 24 marzo 2020, una delle opere più travagliate del compositore, già soggetta alla censura borbonica e pontificia: il Ballo in Maschera. Presentano l'opera il  direttore d’orchestra Jordi Bernacer con la regia di Leo Nucci (che interpreta anche Renato) e l'allestimento del Teatro Municipale di Piacenza, del Teatro Alighieri di Ravenna e del Teatro Comunale di Ferrara. Dirige il Coro del Teatro Carlo Felice Francesco Aliberti. Scene di Carlo Centolavigna; costumi di Artemio Cabassi; luci di Claudio Schmid.

Protagonisti in scena per questo Ballo in MascheraRiccardo, Stefan Pop /Angelo Villari (17-20-24); Renato, Ludovic Tézier  /Mansoo Kim (17-20-24) /Leo Nucci (22); Amelia, Tatiana Serjan /Monica Zanettin (20-24); Ulrica,  Judit Kutasi /Agostina Smimmero (17-20-24); Oscar, Anna Maria Sarra /Ksenia Bomarsi (20-24); Silvano, Marco Camastra; Samuel, John Paul Huckle; Tom, Enrico Rinaldo; Un giudice, Giuliano Petouchoff; Un servo d’Amelia, Giampiero De Paoli.

Il più melodrammatico dei melodrammi. Così D’Annunzio definisce il Ballo in maschera. E in effetti in quest’opera non manca nulla: «Primitivismo e preziosismo, sensualità, gusto del macabro, splendore e rovina, evanescenze, voluttà sanguinaria, frivolezze e tensione tragica in una tinta fisica, sensoriale» (Guastavo Marchesi). E, come se non bastasse, un regicidio in scena, che procurò a Verdi e al suo librettista Antonio Somma grandi problemi con la censura. Opera con momenti memorabili, come l’ardente duetto d’amore tra Amelia e Riccardo, e figure deliziose, come quella del paggio Oscar, soprano di coloratura che simboleggia la frivolezza, Un ballo in maschera è una tappa decisiva nel percorso creativo di Verdi: nasce nel 1859 dopo il vertice della trilogia popolare e apre quella fase nuova che porterà ai capolavori della maturità.

Una delle tante originalità dell’opera è l’ambientazione americana, scelta dagli autori per aggirare la censura. Siamo a Boston, alla fine del XVII secolo, nel pieno della rivolta che diede il via all’indipendenza degli Stati Uniti. E proprio sulla ricostruzione accurata di questo clima si basa la regia di Leo Nucci, baritono leggendario e negli ultimi anni regista molto apprezzato, in un allestimento coprodotto dal Teatro di Piacenza, dal Teatro Alighieri di Ravenna e dal Teatro Comunale di Ferrara.


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Data spettacolo:

Martedi 24 marzo 2020

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