PROFUGHI DA TRE SOLDI

Il nuovo spettacolo con gli attori detenuti della Casa Circondariale di Genova Marassi si ispira all’Opera da tre soldi di Brecht per affrontare problematiche scottanti della nostra società.  

Assistendo ad una prova della celebre messa in scena dell’Opera da tre soldi di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano nel 1956, durante il grande corale che chiude l’opera, suggestionato dall’immagine di tutti gli attori schierati in palcoscenico che cantano in coro lottate contro l’ingiustizia”, Bertolt Brecht, seduto in platea, annotò su di un pezzo di carta una modifica al testo originale:  «Non infierire sul povero che pecca» scrisse, con l’evidente intenzione di sottolineare così la profonda differenza fra il delitto causato dal bisogno piuttosto che dall’arrivismo e dalla brama di potere.

È da questo assunto di base che prende vita Profughi da tre soldi,  libera rivisitazione dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, messa in scena dalla compagnia teatrale Scatenati formata dagli attori detenuti della Casa Circondariale di Marassi. In uno scenario di scottante attualità, popolato da profughi provenienti dal Nord Africa così come da altri paesi, loschi individui che ricordano il signore e la signora Peachum, accolgono i nuovi arrivati in una sgangherata struttura di accoglienza dissimulando il loro reale obiettivo di instradarli invece verso il mondo della delinquenza e dell’accattonaggio, con lo scopo di trarre notevoli profitti da tale operazione.

Come nel testo originale, a complicare le cose sopravvengono i sentimenti: la figlia di Peachum è innamorata di Mackie Messer, un gangster locale e, dopo un brevissimo fidanzamento, lo sposa contro la volontà dei genitori. Peachum tenta di far arrestare il genero, all’inizio senza alcun successo data l’antica amicizia che lega Mackie al commissario di polizia, ma, come nel lavoro di Brecht, l’arresto finale si tramuterà in una ironica ricerca del “lieto fine” a tutti i costi. Profughi da tre soldi, prendendo spunto da un classico di scottante attualità, intende mettere l’accento su uno dei nervi scoperti della società contemporanea.


Teatro Nazionale di Genova

Piazza Borgo Pila 42, Genova
Telefono 010 5342 1 Fax 010 534 2510
Info biglietteria  010 5342 300 

https://teatronazionalegenova.it/

teatro@teatronazionalegenova.it

Data spettacolo:

Da giovedi 16 aprile 2020 a domenica 19 aprile 2020

Info sala

Teatro della Corte

Viale Duca D'Aosta Emanuele Filiberto
Genova