ENSEMBLE MANNHEIMER SCHULE

La GOG in collaborazione con Fondazione Spinola organizza un ciclo di concerti dal titolo Follia e Invenzione tra il ‘600 e il ‘700. Si tratta di 5 concerti che si terranno presso la Parrocchia gentilizia di San Luca nei giorni 25 maggio alle ore 18 e 30 maggio, 7, 14, 21 giugno alle ore 17,30.

Appuntamento, venerdì 14 giugno 2019, con l’Ensemble Mannheimer Schule, che nasce dall’incontro di musicisti appassionati della musica da camera del XVII e XVIII secolo eseguita con strumenti originali. Il nome è un tributo a quella grande realtà che fu la scuola di Mannheim che affiancò l’omonima orchestra per la quale compositori del calibro di Mozart scrissero numerosi capolavori. Lo studio approfondito della prassi esecutiva dell’epoca unito all’esperienza maturata in anni di attività restituiscono un’interpretazione più veritiera e frizzante a composizioni che molto soffrirebbero di una esecuzione poco attenta a questi particolari.

Specializzazione ed esperienza internazionale fanno sì che i membri dell’ensemble siano tra i più richiesti e conosciuti esecutori di questo repertorio con strumenti originali. I componenti dell’Ensemble Mannheimer Schule collaborano regolarmente con alcuni tra i più prestigiosi gruppi europei di musica antica tra cui Freiburger Barockorchester, Akademie für alte Musik Berlin, Petite Bande, English Concert, Giardino Armonico, Europa Galante, Accademia Bizantina, Ensemble Zefiro. Carmen Leoni suona un fortepiano J.C.A. Ziegler, Regensburg 1800ca. Federica Inzoli suona un oboe a 2 chiavi Grundmann & Floth, Dresda 1790 ca. (copia di Bernardini & Ceccolini). Danilo Zauli suona un clarinetto a 5 chiavi H. Grenser, Dresda 1790 ca. (copia di Coppola & Ceccolini). Dileno Baldin suona un corno naturale Courtois, Parigi 1820ca. Giorgio Mandolesi suona un fagotto a 5 chiavi H. Grenser, Dresda 1780ca. (copia di O. Cottet).

Programmazione spettacoli

  • Venerdi 14 Giugno 2019 ore 17:30

Perchè vederlo?

Parrocchia gentilizia di San Luca

venerdì 14 giugno ore 17,30

Ensemble Mannheimer Schule
Carmen Leoni fortepiano
Federica Inzoli oboe
Danilo Zauli clarinetto
Dileno Baldin corno naturale
Giorgio Mandolesi fagotto 

Wolfgang Amadeus Mozart
Quintetto in mi bemolle maggiore K 452 

Ludwig van Beethoven
Quintetto in mi bemolle maggiore op. 16 

L’Europa musicale La musica strumentale ha affrontato tra il XVI e il XVII secolo una grande serie di cambiamenti legati tanto all’evoluzione nella costruzione degli strumenti quanto allo sviluppo della funzione sociale della musica stessa. Su tutto si elevava una autentica e dotta discussione intorno allo stile nazionale del comporre. Certamente in Italia si è consolidata la tecnica del basso continuo, dell’Oratorio, della Cantata e della Sonata Barocca, ma soprattutto del Concerto. Già il termine Concerto fa pensare da un lato a mettere insieme, concertare, dall’altro a rivaleggiare, dove in quel tempo, il solo non era considerato predominante e il tutti relegato al semplice ruolo di accompagnatore, ma entrambe le parti erano concepite dialoganti o al limite rivaleggianti in quantità sonora. Qui risiede, per gli esecutori di oggi, il segreto della riuscita interpretativa: nella contrapposizione dei ruoli, solo-tutti, a prescindere dalla potenza sonora degli strumenti coinvolti. I compositori dell’epoca, ad esempio, non indicavano la dinamica o il colore delle sonorità previste nei due differenti momenti della loro creazione. Nei numerosi trattati scritti da studiosi o compositori di quel tempo sono stati elencati sistemi di distribuzione dell’importanza di alcune singole note all’interno delle frasi, mai però criteri dinamici predefiniti, come suonare forte il tutti e piano il solo. In Francia l’influenza della musica italiana fu molto evidente, segnata anche dalle scelte regali, che si concretizzavano nei matrimoni tra figli di regnanti di diversi paesi e dalle nomine di compositori di corte provenienti dall’Italia. Uno su tutti fu JeanBaptiste Lully, fiorentino di nascita e naturalizzato francese. Fondamentale fu poi l’influenza di Arcangelo Corelli. Le relazioni tra i principali compositori coinvolgevano ovviamente anche Johann Sebastian Bach, probabilmente il più grande di tutti per noi oggi. Bach era guardato con ammirazione o con severità a causa dello stile personalissimo nel comporre. Bach non lasciava all’interprete spazi dal punto di vista dell’improvvisazione, la sua musica era composta anche nelle parti ornamentali, là dove quasi tutti lasciavano libertà agli esecutori nell’aggiungere con propria fantasia note in grado di abbellire le melodie composte. Questi gusti musicali si integrarono col passare del tempo e contribuirono in modo assai rilevante alla costruzione di un pensiero musicale sempre meno identificabile in senso nazionalistico e dunque più Europeo.


GOG Giovine Orchestra Genovese

Galleria G. Mazzini, 1/1A
16121 - Genova
Tel 010 8698216 - Fax 010.8698213

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Data spettacolo:

Venerdi 14 giugno 2019

Spettacolo terminato

Info sala

Chiesa di S.Luca
Sala [standard]

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16124 Genova